Massimo Marano

Biografia

Massimo Marano nato nel 1956 a Monteforte Irpino (AV), si diploma all’Istituto d’Arte di Avellino e consegue la laurea in Industrial Design all’ISIA di Roma. Dal 1970 comincia ad affacciarsi nel mondo dell’arte realizzando i suoi primi dipinti. Nel 1980 fonda lo studio di grafica pubblicitaria Mastergrafica

Ha partecipato a numerose mostre in Italia, in Europa e in America con personali e collettive ricevendo prestigiosi premi nazionali ed internazionali. Espone permanentemente le sue opere in alcune collezioni private, in gallerie e nel suo studio di Avellino.

Esposizioni

2009

  • Casina del Principe, Avellino, “Pennellate di Luce”.
  • Torre Angioina, Summonte (AV), “Notte di Natura…Note di cultura”.
  • Galleria Il Tempio, Palermo. 1° Premio Internazionale di pittura, scultura e grafica “Città di New York”
  • Show Room Corradi, Avellino Personale

2010

  • World Art Foundation, Las Vegas, “Art District Gallery”
  • Cripta Duomo di Avellino
  • World Art Foundation, Chicago, “World Art Expo”
  • Castello dei Doria, Castelsardo, “Mi sono perso, chi mi ha visto?” Lunissanti Art Project
  • Galleria Centro Internazionale O.A.D., Roma, “Patrizi e Plebei”
  • Spazio Comunale, Cossoine (SS), “Arteggiandosi”
  • Casa Lonis & Civico Museo Sa Domus Nosta, Sernobì “Trexentart”
  • Sala espositiva centro polifunzionale, Burgos, “Natale in Burgos”

2011

  • Castello dei Doria, Castelsardo, “Lunissanti Art Project”
  • Palazzo Regina Margherita, Avellino, “Mostra d’arte Città di Avellino”
  • Galleria Zamenhof, Milano, Finalista Premio d’Arte Contemporanea “Il Segno”
  • Galleria Zamenhof, Milano, “Discorsi sulla Realtà”
  • Accademia dei Bronzi, Catanzaro Casa Editrice Ursini Vincitore premio “Arte Incontro”
  • Associazione Culturale Internazionale “Arte Pozzo”,Polistena “ Nord e Sud si incontrano”
  • Accademia dei Bronzi, Catanzaro “L’attesa” Olio su tela

2012

  • Udine Galleria arte ARTtime “Autunno in Arte”
  • Caffè letterario, Roma GARD Galleria Arte Roma Design “Trash Global Metropolis”

2013

  • Arban eventi, Lignano Sabbiadoro “La Conca”,
  • Arban eventi Fontanafredda “Malgualivo”,
  • Arban eventi Porcia ” Da Genio,” Polcenigo
  • Musikando personale “I Colori del Blues”, Ascoli Satriano

2014

  • Personale “I colori del Blues”, Circolo della stampa, Avellino
  • Personale “L’energia del colore” Vintage lab, Avellino
Personale ``Pennellate di Luce``
Con la partecipazione di Vittorio Sgarbi
e Leo Gullotta
Personale
``I Colori del Blues`` e ``Musikando``
Varie esposizioni

Opere presenti in

  • Farnesina “The American Dream”
  • M.E.I. Museo Nazionale dell’emigrazione Italiana, Complesso monumentale vittoriano, Roma “The American Dream”
  • Questura di Siena “Palatucci”
  • Diocesi di Avellino “Agnus Dei”
  • Palazzo Vescovile di Avellino “San Modestino”
  • Comune di Avellino “Emigrante”
  • Famous Famiglia New York, USA “Radici”
  • Fondazione Ciccotelli Philadelphia, USA “Notturno”
  • Chiesa di San Martino Comune di Monteforte Irpino  “San Martino”
``The American Dream``
M.E.I. Museo Nazionale dell'emigrazione Italiana
Complesso Monumentale Vittoriano, Roma
Cerimonia donazione opera
`` San Martino``
Chiesa Madre di San Martino, Monteforte Irpino
Cerimonia Donazione opere
“Agnus Dei” e “San Modestino”
Vescovo di Avellino - Palazzo Vescovile di Avellino

 “I Colori del Blues”

Secondo il critico d’arte

Paolo Levi

Le tonalità cromatiche, eseguite alla maniera degli antichi, sono condotte con occhio vigile e mano sapiente, perché lo scopo principe di Marano è inscenare la luce e l’ombra nel quadro, come ovvietà reale ed esistenziale del mondo dei suoi musicisti, che vivono della luce del suono. Nel taglio espressivo, egli tiene anche conto della connotazione sociale e psicologica con una partecipazione emotiva, che trasmette le stesse emozioni a chi osserva. Questi musicisti appaiono in totale simbiosi con i loro strumenti. Sono quindi narrazioni visive che suscitano, attraverso l’apparente staticità della tela, sensazioni di suoni e voci di canto. Naturale e persino ovvio il riferimento a New Orleans con i suoi locali, con le sue strade, con i dignitosi musicanti di colore: ed è questo il repertorio poetico di Massimo Marano, che egli rende emblematico in una sapiente enunciazione figurativa, che ha una sua classicità nella rappresentazione. Al centro della ricerca di Marano, l’apporto tematico della musica come prima attrice della pittura è anche lo specchio di un’altra verità, quella esistenziale dell’uomo che riscatta dolore e miseria attraverso la magia di un rito antico e sublime. L’arte della pittura ha un suo magico mistero, e richiede doti molto speciali. Molte volte mi sono chiesto da dove provenga quella particolare esigenza interiore di esprimere le proprie emozioni tramite il colore e il segno, in un racconto chiuso e concluso quando si tratta di figurazione, o aperto all’infinito, come accade a non pochi pittori dediti alla ricerca informale. Una possibile risposta, che mi soddisfa perché esaustiva, mi è stata data da questo recente ciclo di dipinti a olio su tela di Massimo Marano, dedicato a I colori del Blues, dove la musa ispiratrice è l’armonia triste e gioiosa del jazz, amorosamente evocata in questi musicanti di concreta evidenza espressiva. Per il nostro occhio vigile sono qui presenti molti elementi di tenuta: il nostro maestro di Avellino, in ogni sua composizione pretende tutto da se stesso e risponde appieno a ciò che si richiede alla pittura, secondo i canoni della tradizione. Massimo Marano, e di questo gli si è grati, nulla lascia al caso durante la suadente stesura del colore, giocato attraverso puntigliosi passaggi, meticolose campiture, grazie alle quali le immagini rimangono magicamente compatte.

Paolo Levi